Mercato libero luce e gas: a pensar male…

Sempre più frequentemente i clienti di forniture energetiche lamentano un’insistente attività di pubblicità aggressiva sia telematica che tramite porta a porta messa in piedi dalle diverse società di multiutilities che operano nel mercato libero.

La maggior parte delle volte il consumatore incalzato dalla dialettica dei vari addetti di turno si ritrova a cambiare contratto accettando probabilmente delle offerte meno vantaggiose rispetto al contratto in essere.

Questo esagerato “cannibalismo” messo in atto tra i vari concorrenti sembra quasi fuori da ogni logica, con contratti che molte volte durano appena un anno prima di essere vittima di cambio gestore; eppure una logica dietro c’è ed andremo ad analizzarla brevemente.

Molte delle società presenti sul mercato sono anche quotate in borsa e ovviamente per quanto sia bella la favola della concorrenza, questi giganti dell’energia non potrebbero permettersi di veder traghettare verso altri lidi un grosso numero di utenze, rischiando altrimenti perdite non solo di fatturato ma anche di valore azionario.

In questo circuito trovano spazio le innumerevoli agenzie che hanno mandato diretto per acquisire o far rientrare clienti; queste stesse agenzie, ovviamente, una volta acquisite, per esempio, tutte le utenze di una città vivrebbero una situazione di stallo non avendo motivo di esistere ed è qui che troverebbe ragione il seguente meccanismo: il cliente abbandona il precedente gestore, da quel momento l’agenzia “X” che ha portato a termine la pratica per la compagnia “A” potrebbe, in teoria, passare i dati ad un’altra agenzia che chiameremo “Y” e che opera per la compagnia “B”, comunicando che il cliente è una persona disponibile al cambio di fornitura e sensibile ad offerte particolarmente allettanti dal punto di vista economico o da quello dei servizi offerti; stessa cosa poi potrebbe fare “Y” verso “X”, anche perchè, ricordiamolo, le agenzie sono entità distinte rispetto alle aziende fornitrici; a pensare male “X” ed “Y” poi, potrebbero addirittura far capo ad uno stesso gruppo di agenti che in questo modo non farebbero altro che macinare provvigioni su provvigioni (solitamente tra i 50 e i 100 euro per contratto) mantenendo però il mercato sempre in equilibrio e non facendo perdere quote di mercato alle società (A e B) dalle quali hanno avuto mandato.

Ovviamente per l’azienda energetica le provvigioni hanno un costo, ma alla luce del ragionamento appena fatto è sicuramente un costo più che sostenibile per evitare che concorrenti più piccoli vadano ad erodere il mercato di riferimento, difesa della propria fetta appunto possibile grazie a questo martellante modus operandi. Raggiungono poi numeri tendenti all’infinito le polemiche per la disonestà di moltissime di queste agenzie, ragion per cui le pratiche sopra descritte e immaginate seppur figlie di un generale senso di sfiducia verso il sistema non sembrerebbero così tanto lontane ed avulse dalla realtà.

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